A SPASSO NELL'ARTE

Villa Nobel

Una Sanremo d’altri tempi

Articolo pubblicato il 10 Settembre 2014

Basta nominare Sanremo per evocare le atmosfere febbricitanti del Festival della Canzone Italiana, con tutte le polemiche che lo show puntualmente trascina con sé. Ma la città ha, in realtà, mille anime diverse che coesistono a formare uno scenario unico nel suo genere. Com’è noto, è meta modana del turismo commerciale e del glamour – con le boutique rinomate di Via Matteotti – ma è anche luogo di inattesi e suggestivi scorci fra i carruggi, quando si attraversa il passaggio porticato che conduce alla Pigna, il borgo antico sorto distante dal mare. Due città in una, senza soluzione di continuità: la parte “nuova”, infatti, affonda le radici nel XIX secolo, allorché sui vialoni e sui corsi fiancheggiati dalle palme sorsero gli hotel di lusso destinati ad accogliere i flussi del nascente turismo internazionale, durante gli “anni d’oro” della Belle époque: russi, inglesi, francesi avrebbero eletto Sanremo a irrinunciabile meta di villeggiatura ed avrebbero contribuito a trasformarla in uno straordinario specchio dei tempi.
Negli anni fin de siècle, la scena sanremese era impreziosita anche dalla presenza di una folta rappresentanza dell’élite intellettuale cosmopolita, tra cui, Alfred Nobel, che nel 1891 aveva lasciato Parigi per trasferirsi in una sontuosa villa di Corso Cavallotti, oggi a lui intitolata, che allora egli soleva chiamare “il mio nido”. Nobel, proprio lui, lo scienziato svedese noto in tutto il mondo per essere l’inventore della dinamite (1867) e, soprattutto, l’ideatore del famoso Premio – istituito attraverso il suo stesso testamento del 1895 – che tutti gli anni viene conferito a esponenti di spicco del panorama culturale mondiale in vari ambiti: letteratura, medicina, fisica, chimica, economia e, non ultimo, la pace. Luogo d’incontro di stimolanti dibattiti scientifici e culturali, Villa Nobel era stata costruita nel 1870 in stile eclettico su progetto dell’architetto Filippo Grossi. Subito dopo averla acquistata, Nobel aveva incaricato l’architetto Pio Soli di curarne i lavori di ristrutturazione secondo i dettami del gusto neogotico e si era egli stesso adoperato per ridisegnarne gli interni. Lì trovarono spazio mobili e suppellettili improntati a quell’esotismo – tanto in voga alla fine del XIX secolo – che avrebbe poi contagiato anche uno stravagante e bizzarro edificio Liberty del ponente ligure, Villa Grock di Imperia (1921-30). Nobel rimase nella villa sanremese fino alla fine dei suoi giorni, perennemente impegnato nei suoi studi e mai pago delle sue ricerche.
Dopo una serie di “passaggi di mano”, nel 1973 la struttura approdò definitivamente all’Amministrazione Provinciale di Imperia e, in seguito a un decennale intervento di restauro, dal 2002 ha riaperto al pubblico i propri locali, che oggi ospitano un museo intitolato al celebre proprietario. Una serie di sale allestite con pannelli esplicativi e “riambientazioni” storiche (si veda in particolare la ricostruzione del laboratorio dello scienziato) descrivono con fedeltà l’instancabile attività di Nobel e tracciano un percorso alla scoperta della principali invenzioni del XIX secolo, dal telefono al telegrafo, dai materiali sintetici alla dinamite.
Merita una menzione anche il giardino circostante la villa, ricco di palme e di piante esotiche, testimone anch’esso dell’interesse collezionistico e della passione botanica tipici di quel periodo, che si ritrovano con ancora maggiore enfasi nel celebre giardino creato nel 1867 dall’inglese Thomas Hanbury a Mortola Inferiore (IM) nei pressi dei Balzi Rossi.

Villa Nobel
Corso Cavallotti 116 – Sanremo (IM)
Orario: mar-gio 10,00-12,30; ven, sab, dom 10,00-12,30 / 15,00-18,00;
lunedì chiuso
Tel. +39 0184 507380
villa.nobel@provincia.imperia.it
www.villanobel.provincia.imperia.it

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