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MANDALA

Viaggio al centro del Mandala

Dall’Ojo de Dios all’Occhio di Dio

Mandala Art02 Foto 2

Articolo pubblicato il 14 maggio 2019

La mia grande passione per il mandala nasce proprio nel restare ipnotizzata da queste meravigliose figure che inizialmente non sapevo neanche definire. C’è voluto un po’ per memorizzare il nome perché non apparteneva al mio lessico, ma questa forte attrazione mi ha contagiata al punto che ho iniziato a riconoscerli ovunque e mi si è aperta una nuova strada alla ricerca del mandala in tutte le sue forme e materiali.

Ojo de Dios

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Foto 1 – Ojo de Dios a 4 punte

Due anni fa questa ricerca mi ha portato a conoscere gli Ojo de Dios, ossia dei mandala costruiti con stecche di legno ed intrecci di lana. Si tratta di una tecnica antichissima appartenente ad alcune tribù tra i nativi americani, in particolare ne detengono la maggiore produzione gli Huicholes. Attualmente questo popolo continua a vivere in una delle zone più inaccessibili del Messico, la Sierra Madre Occidentale, ed è probabilmente proprio questo il motivo principale che li ha portati a condurre una vita pienamente olistica. Tra i loro manufatti – che richiamano costantemente forme mandaliche dai colori brillanti – gli Ojo de Dios rappresentano dei canalizzatori di protezione, salute, fortuna e benedizioni dalle divinità. L’origine del nome deriva dalla lavorazione stessa che al centro della struttura forma con la tessitura un vero e proprio occhio. Spesso vengono donati ai neonati in segno di augurio e protezione e quando il bimbo raggiunge i 5 anni di età, gli viene insegnata la tecnica di tessitura affinché possa crearsi da solo il proprio Ojo de Dios.

Mandala Art02 Foto 3
Foto 2 – Ojo de Dios a 12 punte

Occhio di Dio
Dal Messico torniamo in Europa, in particolare in Italia per scoprire invece un “elemento decorativo” diffuso nel Medioevo che rappresenta l’occhio, la protezione ed il dominio di Cristo sulla Terra secondo la simbologia Cristiana: il rosone. Questo “mandala architettonico” è comparso in un momento in cui dominava il Teocentrismo. Gli architetti lo introdussero sulle facciate delle chiese e da molti è conosciuto come l’Occhio di Dio, nella sua forma circolare indica Dio come centro dell’Universo, l’infinito ma anche la fortuna quale forma di intelligenza angelica.

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Foto 3 – Rosone del Santuario del Sacro Cuore sito in Lurisia, provincia di Cuneo.

Possiamo dunque tranquillamente dire che l’Ojo de Dios ed il Rosone – sebbene siano tecniche e strutture differenti – hanno un filo conduttore: divinità, protezione, amore, centro.

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