RITRATTO

Una vita di musica

Dopo il successo degli anni '70 e le recenti prove d'attore a teatro, Shel Shapiro debutta in una delle più grandi produzioni musical di sempre: Jesus Christ Superstar.

Articolo pubblicato il 5 Maggio 2014

Perché Norman David Shapiro sia diventato per tutti “Shel” è una della curiosità che si possono rintracciare nella ricca biografica artistica del cantante, autore, attore e produttore, che nonostante il suo marcato accento inglese mai domato, vive in Liguria, ha la doppia cittadinanza anglo-italiana e ama la nostra Costituzione a tal punto da dedicarle un disco. E oggi la faccia “da duro” di questo ex cantante beat – arrivato quasi per caso in Italia nel 1963 e diventato in poco tempo il leader dei The Rokes – gli regala una nuova sfida professionale, che lo sta affascinando e gli permette di dimostrare tutta la sua duttilità artistica. Il 18 aprile scorso, al Teatro Sistina di Roma, Shel ha debuttato in una delle più grandi produzioni di musical di sempre: Jesus Christ Superstar di Massimo Romeo Piparo, storico autore della versione italiana, in lingua originale, che ha riportato in scena un grande cast, in una produzione di livello, con Ted Neely (l’originale Gesù del film), affiancato dalla musica live dei Negrita, dal loro cantante Pau (Ponzio Pilato), da Simona Molinari (Maddalena) e dal “cattivo” Shapiro, nel ruolo di Caifa.

Com’è nata la partecipazione al musical?

Il ruolo è quello di un personaggio malvagio, per cui si è pensato subito a me… La partecipazione è nata con una telefonata di Massimo Piparo, che mi ha cercato lo scorso novembre; è la mia prima esperienza in un musical. Questa storia la trovo molto intrigante, il ruolo difficile e in qualche modo pericoloso. E poi c’è una responsabilità nel fare questo tipo di esperienza: bisogna portare la propria personalità per caratterizzare il personaggio.

Ha mai pensato di affrontare il musical anche come autore?

Per fare un musical devi avere un budget, e forse una volta si usava, ma adesso in questo Paese non è più possibile fare un budget. Ma anche come attore non è semplice: Caifa è un personaggio negativo, è un gestore del potere, senza compassione e senza interesse verso l’umanità. Poi è un giudice, un politicante. Un personaggio attuale in un certo modo. Nella ripresa del celebre film del 1973 di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, passato alla storia come uno dei musical più famosi e amati di tutti i tempi, il personaggio interpretato da Shapiro è riuscito e spietato, e si accompagna in scena a dei veri pitoni: “Ma sono buonissimi,” tranquillizza Shapiro via twitter, dove dopo l’ottimo esordio del 18 aprile si dichiarava emozionato e contento. “Certe emozioni forti non si possono dimenticare. Fino a metà giugno il cast sarà impegnato al Sistina a Roma, poi la produzione farà tappa il 31 luglio e il 1° agosto al Teatro Greco Tindari di Agrigento, e il 12 ottobre all’Arena di Verona per il Celebration Day, in occasione dei 40 anni del film e dei 20 anni dalla rielaborazione italiana di Massimo Romeo Piparo ,” racconta Shel a UNICO.

Tornando un po’ indietro nel tempo quali sono i ricordi più belli in campo musicale?

Ce ne sono tantissimi, davvero non saprei. Ho lavorato con tantissimi in Italia e all’estero. Vuoi dei nomi? Quincy Jones, Paco de Lucia, ma è molto difficile scegliere uno. Non ci sono dei “di più”, ce ne sono per fortuna tantissimi, tutti emozionanti. Uno dei momenti più belli per un artista forse è quanto vedi una delle tue canzoni o una tua produzione che entra in classifica, ogni volta è una gioia immensa. Come mai un cantante nato a Londra, che qualche anno fa cantava “Che colpa abbiamo noi” ha deciso di scrivere un omaggio alla Costituzione italiana (Undici, canzone del 2012 legata a un video che online ha avuto migliaia di visualizzazioni)? Io ho la doppia cittadinanza, dunque sono italiano: il progetto era nato qualche tempo fa, doveva aprire un concerto del 1° maggio, poi non se n’è fatto nulla. Il famoso regista Marco Risi si è offerto di dirigere il video sulla canzone: è importante che i ragazzi siano a conoscenza di cosa dice la Carta costituzionale e capire che il futuro di questo Paese dipende da loro, non certo da me. Sono 20 anni che non si parlava più della Costituzione, ora la si vuole cambiare. Fa molto comodo cercare di modificarla per farla assomigliare a noi, ma saremmo noi a doverci sforzare di assomigliare a lei.


UN CULT PLANETARIO

La storia di Jesus Christ Superstar è quella di un musical diventato un cult planetario: scritto da Tim Rice e Andrew Lloyd Webber, ha avuto grande successo sia nella versione cinematografica diretta da Norma Jewison, che nelle trasposizioni teatrali in tutto il mondo. Oggi torna a essere l’evento teatrale dell’anno in Italia, grazie alla produzione in scena al Teatro Sistina di Roma, diretta da Massimo Romeo Piparo , lo stesso regista che lo portò nel Belpaese in lingua originale. Il musical compie dunque 20 anni e vanta numerosi record: tre diverse edizioni prima di questa, 11 anni consecutivi in cartellone nei teatri italiani dal 1995 al 2006, oltre un milione di spettatori, più di 100 artisti che si sono alternati nel cast, più di 1.000 rappresentazioni in 84 città italiane. Il cast che ha esordito in Italia il 18 aprile, giorno del Venerdì Santo, ha potuto contare su grandi nomi, tra cui il Gesù originale del film, Ted Neeley, che in seguito continuerà le proiezioni speciali della nuova versione rimasterizzata in occasione dell’anniversario della pellicola. In teatro, la musica dal vivo suonata da un’orchestra di 12 elementi diretta dal Maestro Emanuele Friello, i chitarristi dei Negrita, Drigo e Cesare, il cantante Pau nel ruolo di Pilato, Simona Molinari che è la Maddalena e Shal Shapiro a interpretare Caifa, e vari nomi affermanti nel mondo del musical in altri ruoli.


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