In Giro tra le vigne

In Giro tra le vigne

Per la prima volta il Giro d’Italia ha avuto il vino come protagonista, nella tappa del 12 maggio, definita “Cronometro dei vini”. Le vigne fra Barbaresco e Barolo sono così diventate lo scenario straordinario che si è contrapposto alla fatica e sudore dei corridori, diventando immagini uniche, catturate dalla sensibilità di Daniele Molineris per [UNICO].

Il cangrande del Vinitaly a Giovanni Battista Marchisio

Il cangrande del Vinitaly a Giovanni Battista Marchisio

È a Giovanni Battista Marchisio , storico presidente della Cantina del Nebbiolo di Vezza d’Alba , che è stata assegnata, a Verona, durante il Vinitaly, la medaglia di Cangrande per la Regione Piemonte. Marchisio ha dedicato tutta la sua vita professionale al vino, all’agricoltura, al Roero e alla Langa. Nato a Vezza d’Alba nel 1926, ha frequentando la Scuola Enologica di Alba. La Cantina del Nebbiolo di Vezza d’Alba, fondata da un manipolo di viticoltori coraggiosi nel 1959, è stata presieduta da Giovanni Battista Marchisio per ben 27 anni, dal…

La provincia Granda si tinge di rosa

La provincia Granda si tinge di rosa

Al Giro d’Italia la provincia di Cuneo deve piacere davvero molto. Sì, perché dal 2009 la corsa rosa ha sempre “fatto tappa” (è il caso di dire) dalle nostre parti: la Cuneo-Pinerolo, poi la cronometro a squadre Savigliano-Cuneo del 2010, la Alba-Parma nel 2011, la Savona-Cervere del 2012 e, l’anno scorso, la Cervere-Bardonecchia. Quest’anno, invece, è in programma una delle più evocative: una cronometro individuale tra Barbaresco e Barolo. Il 22 maggio, i corridori sfrecciano attraverso le Langhe su un percorso lungo 41,6 km con partenza da Barbaresco, toccando Treiso,…

Una storia che si rinnova

Una storia che si rinnova

Wolfgang Amedeus Mozart, Carlo Goldoni, Friedrich Nietzsche. Ma non basta: la Contessa di Castiglione, Camillo Benso Conte di Cavour, Paolina Borghese, Audrey Hepburn e Maria Callas. E tra tutti, Giacomo Casanova. Il seduttore per eccellenza non poteva non rimanere sedotto dal ristorante Del Cambio. Già, perché a Torino Del Cambio vuol dire qualcosa di più che ottima cucina. Significa prestigio, stile, savoir faire. In altre parole, eleganza subalpina, dove l’aggettivo rappresenta un fiore all’occhiello autorevole quanto impegnativo. Se Torino è riconosciuta come la “piccola Parigi”, il merito va anche a questo…