UNICO 39

Musica “visionaria”

SETTE ANNI DI INTENSA ATTIVITÀ E DI GRANDI CONCERTI. TORNA IL FESTIVAL JAZZ CHE ANIMA DUE PROVINCE DA GIUGNO A NOVEMBRE, SOTTO IL SEGNO DELLA RICERCA E DELLE CONTAMINAZIONI SONORE

Articolo pubblicato il 11 Giugno 2016

Seven Steps to Heaven (“sette gradini per il Paradiso”) – prendendo spunto dal titolo di un album di Miles Davis: si può affermare che l’edizione 2016, la settima, di Jazz Visions è una
conquista verso un festival sempre più “alto” che dimostra, al pubblico che da anni lo segue,
di aver raggiunto un posto di rilievo tra le manifestazioni del settore. A incrementare i numeri raggiunti in questi sette anni – 42 concerti jazz, 195 musicisti provenienti da tutto il mondo, due corali giovanili – si aggiungono gli otto concerti previsti in questa nuova rassegna, da giugno a novembre, in sette location diverse lungo la tratta Cuneo-Pinerolo.
La manifestazione ha sempre avuto come filo conduttore il jazz e le altre arti e, anche quest’anno, propone la collaudata formula musica-artists, presentando due personali di tutto rispetto: le installazioni, il 24 giugno, di Michelangelo Tallone, eccellente scultore che unisce sapientemente tecniche antiche a stilemi artistici d’avanguardia e le opere, il 9 luglio, di Marco Rizzo, giornalista, scrittore, politico e pittore di bozzetti, ritratti realizzati con tecniche diverse, come l’olio, l’acquerello, il pennarello e le bombolette spray. Questa edizione prova a mescolare il linguaggio teatrale di Mauro Comba, con la recitazione di Michele Azzarito e la regia di Antonella Paglietti, in una nuova produzione che porta il titolo ideale di Some short jazz monologues.
Ogni concerto è aperto da dieci minuti di intenso racconto dedicato a un personaggio famoso della musica jazz. Si spazia dal “tormentato” trombettista Chet Baker, al maestro argentino Astor Piazzolla, dal pianista Bill Evans all’armonicista Toots Thielemans, dal free jazz di Carla Bley e Charlie Haden all’hard bop di Thelonious Monk.

Il jazz è sperimentazione e, per questo, anche nel 2016, si dà spazio, sotto la supervisione di
Giorgio Vergnano, non solo a Click&Jazz presente sin dalla prima edizione, ma soprattutto a Click&Jazz Junior, nato tre anni fa. Il talento fotografico dei giovani partecipanti dà vita, quasi in tempo reale sui social network (Facebook e Instagram), a un’emozionante galleria fotografica delle prove e dei concerti.
Per cinque mesi – tale è la durata di Jazz Visions – è data al pubblico la possibilità di entrare a far parte di una rete che lo conduce lungo un percorso, dove emergono sonorità diverse: il primo prestigioso concerto si apre con l’esibizione dell’Harold Danko Quintet, il cui pianista, Harold Danko, incontra tre musicisti italiani, Gigi Di Gregorio, Simone Monnanni, Luigi Bonafede e un monegasco, Franck Taschini, che parlano il suo stesso linguaggio.
Non poteva mancare una produzione originale: Vocal Visions, un work in progress di studenti che vede le voci più brillanti del Conservatorio Statale di Musica “G. F. Ghedini” di Cuneo, a fianco di star di livello internazionale, come Tiziana Ghiglioni e Luigi Martinale, ideatori e responsabili del progetto, Flavio Boltro, Tino TracannaMauro Battisti e Paolo Franciscone. La serata è la cornice ideale per la presentazione del cd Moods, il secondo prodotto da Jazz Visions. La manifestazione prosegue con i Gaia Cuatro, un interessante quartetto che unisce l’eleganza e la raffinatezza del Sol Levante alla passione, al fuoco e al ritmo dell’Argentina.

L’inaugurazione di Jazz Visions – Piano Series è affidata, invece, a un fuoriclasse come Enrico Pieranunzi che, con il suo concerto totalmente acustico, regala geometrie sonore che colpiscono direttamente il cuore.
L’autunno vede protagonista l’Olivier Ker Ourio Trio, un modo nuovo e inaspettato di ascoltare una musica “fresca”, prodotta dall’armonica cromatica di Oliver Ker Ourio, dall’organo Hammond di Emanuel Bex e dalla batteria di Matthieu Chazarenc. Come in ogni festival jazz che si rispetti, non poteva mancare una big band. Creata nel 1995 da un’idea di Roberto Coggiola, la West Project Orchestra, è capace di trascinare lo spettatore in originali arrangiamenti di canti per la libertà di tutto il mondo.
La rassegna si chiude con il concerto adrenalinico Monk’n’roll di Francesco Bearzatti Tinissima 4ET. Un tributo al genio musicale di Thelonious Monk, in cui i suoi famosi temi si intersecano con l’energia e la potenza di indimenticabili straordinari pezzi rock.
La parte didattica del Jazz Visions è affidata ai laboratori di Cigar Box Guitars con la presentazione delle chitarre “creative”, realizzate con diversi materiali di recupero, del costruttore Elio Tebaldini. Musica, arte, installazioni, video, fotografia sono il filo conduttore di questo lungo viaggio nel jazz, possibile grazie all’impegno di persone come il direttore artistico, Luigi Martinale (che ogni anno si sente ripetere “Ma quando inizia Jazz Visions?”); il presidente dell’Associazione “Michele Ginotta”, Mauro Comba; i volontari del Cenacolo Studi “Michele Ginotta”; i tecnici del suono Alberto Macerata e Claudio Bombonato, e al sostegno della Regione Piemonte, delle Amministrazioni di Bagnolo Piemonte, Osasco, Pinerolo, Saluzzo, della Ditta GSE Automation di Bagnolo e di Giletta Spa di Revello alla guida di una cordata di aziende sponsor.

CALENDARIO APPUNTAMENTI

• 11 giugno – Osasco (TO)  Harold Danko Quintet
• 24 giugno – Cuneo  Tiziana Ghiglioni e Luigi Martinale, Vocal Visions
• 9 luglio – Revello (CN)  Gaia Cuatro
• 27 luglio – Saluzzo (CN)  Enrico Pieranunzi, Piano solo
• 17 settembre – Saluzzo (CN)  Olivier Ker Ourio Trio
• 7 ottobre – Busca (CN)  West Project Orchestra
• 19 novembre – Bagnolo P.te (CN)  Francesco Bearzatti Tinissima 4ET                                                                                Monk’n’Roll

Info: www.jazzvisions.it

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