A SPASSO NELL'ARTE

Lontano dalle spiagge

Una giornata al mare

Articolo pubblicato il 4 Luglio 2014

Liguria di Ponente, giornata afosa di luglio o agosto. Quest’anno mai più patemi d’animo e titubanze quando in vacanza ci toccherà affrontare una giornata di tempo incerto, quando cioè il solleone non spende e qualche nuvola di troppo non invoglia ad aprire l’ombrellone. Esiste, infatti, un’alternativa alle interminabili passeggiate sul lungomare di turno, dove solitamente non si cammina ma ci si trascina, stancamente, con il giornale sottobraccio, nell’attesa che qualcosa si compia. Il trucco sta nel volgere lo sguardo verso l’entroterra che custodisce alcuni dei borghi più belli e incontaminati della regione: una gita di mezza giornata, zaino in spalla, con il pranzo al sacco, oppure scegliendo una delle tante osterie tipiche, è più che sufficiente per farsi un’idea della bellezza delle mete meno “battute” dalle rotte del turismo (del turismo italiano – si intende – perché vi stupirete nell’incontrare comitive di svizzeri, tedeschi, olandesi, per loro deformazione molto inclini al bello e sempre alla ricerca dei luoghi che maggiormente conservano inalterato il connubio natura-cultura).
La Valle Nervia, che nasce lungo l’omonimo torrente, tra Ventimiglia e Bordighera, è un esempio formidabile – se non addirittura il migliore – di tutto ciò: già compresa nell’antica contea di Nizza, questa valle è prima di tutto un tesoro naturalistico solcato da numerosi sentieri che, attraversando terrazzamenti a ulivo e vigneti di rossese, costeggiano muretti a secco e, salendo in quota, cespugli di timo e lavanda dall’aroma inebriante, fino a raggiungere la flora tipicamente alpina.

Percorrendo in auto la provinciale 64, il primo incantevole borgo che si incontra è Dolceacqua, antica roccaforte della famiglia Doria e capoluogo di Marchesato dal 1652: sensazionale la commistione di colori e profumi del borgo antico, un dedalo di viuzze in cui si aprono botteghe di artigiani, piccole gallerie d’arte e, ovviamente, cantine per la degustazione del famoso vino locale. Oltre al castello, che domina la “spina” delle case arrampicate disordinatamente, il punto focale è certamente il ponte a schiena d’asino che Monet vide nel 1884, durante uno dei soggiorni nella tanto amata Bordighera, e che definì “un gioiello di leggerezza”.

Proseguendo lungo la valle, si compie una breve deviazione per raggiungere un paesino aggrappato su un crinale scosceso, Apricale, che regala scorci mozzafiato al visitatore in arrivo, curva dopo curva, fra le chiome agitate dei pini marittimi. Il borgo, di origine medievale, ha mantenuto incredibilmente intatta la sua struttura urbanistica di carruggi che si inerpicano: camminando sugli acciottolati sconnessi, lo sguardo perennemente rivolto verso l’alto, si notano i tipici archetti con cui le case si sorreggono fra loro – quasi in mutua assistenza – e i balconi fioriti, con l’edera che corre indisturbata lungo le grondaie. La piazzetta che domina l’abitato è una vera conquista: la si raggiunge discretamente affaticati, ma una volta arrivati in cima si può godere di una vista impagabile, comodamente seduti davanti a un buon caffè, in uno dei dehors, e circondati a tuttotondo dagli edifici più monumentali.

Ultima tappa del nostro percorso, prima di ritornare alle atmosfere scanzonate del litorale, è Pigna, che si raggiunge riprendendo la strada provinciale in direzione dei monti. Pigna ricalca le caratteristiche dei paesini già descritti, con il caratteristico intreccio delle vie e la propensione verticale, ma aggiunge anche i tipici portici bassi: e proprio nel centro, sotto un’arcata, ancora oggi si possono leggere, scolpite nella pietra, le antiche misure del pane e delle sementi. Pochi metri più in là si erge la Parrocchiale di San Michele che ospita uno straordinario polittico del pittore pinerolese Giovanni Canavesio (1500), autore anche degli affreschi della Chiesa di San Bernardo (1482): il polittico (4,5 m circa) dalla ricca e complessa iconografia, ospita 36 scomparti con santi, angeli e dottori della Chiesa, dipinti su fondo oro: al centro, vestito di un mantello di broccato, troneggia San Michele Arcangelo, nell’atto di colpire il demonio che tenta di sottrargli un’anima dal piatto della bilancia.

Dolceacqua, Apricale e Pigna hanno ottenuto la Bandiera Arancione, il marchio di qualità ambientale del Touring Club Italiano: un’attestazione di eccellenza che ci ricorda come la buona offerta culturale e la corretta accoglienza turistica sono di casa anche da noi e che basta solo saperle cercare.

Ufficio turistico Dolceacqua
Via Barberis Colomba, 3 – Tel. +39 0184 206666
iat@dolceacqua.it

Ufficio turistico Apricale
Via Roma, 1 – Tel. +39 0184 208641

Ufficio turistico Pigna
Piazza Umberto I, 1 – Tel. +39 0184 1928312

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInEmail this to someone

© [UNICO] people&style 2014