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SOCIETA' E COSTUME

L’istituto che studia il cancro

L'istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo è un ente no profit privato, fondato e sostenuto dalla Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro-onlus.

IRCC Notturno new

Articolo pubblicato il 7 marzo 2014

La situazione della sanità in Italia, si sa, non è delle migliori: quasi ogni giorno veniamo a conoscenza di scandali legati ad appalti poco chiari, mancanza cronica di personale ospedaliero preparato, strutture obsolete o che non rispondono alle esigenze dei pazienti. Tutti quei casi, insomma, che per comodità giornalistica vengono etichettati con la definizione di “malasanità”. Eppure nel nostro Paese esistono centri di assoluta eccellenza, veri punti di riferimento a livello internazionale per quel che riguarda la ricerca, le tecnologie e la gestione del paziente. L’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo fa sicuramente parte di questa categoria. La sua storia è un bell’esempio di “visionarietà”, progettualità e lungimiranza di chi decise di appoggiare quest’idea, quando, nei primi anni ‘80, un gruppo di oncologi legati alla AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) si rese conto che il Piemonte era privo di una struttura di alto profilo che si dedicasse non solo alla cura dei tumori, ma anche alla ricerca. Nacque così, grazie all’impegno e al sostegno di Allegra Agnelli, la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro: era il 1986 e il suo scopo era quello di raccogliere i fondi indispensabili per la realizzazione dell’istituto. La prima uscita pubblica per presentare il progetto si svolse proprio nel maggio 1986: un concerto di Luciano Pavarotti al Palasport di Torino il cui incasso andò alla Fondazione. Da quel momento, gli artisti che hanno contribuito alla raccolta fondi sono stati davvero tanti da Zubin Mehta a Rostropovich, da Lucio Dalla a Renzo Arbore ad Aldo, Giovanni e Giacomo. Nel 1989, il primo passo concreto: l’acquisizione di un’area nel comune di Candiolo. Si aprirono i cantieri, i lavori procedettero a ritmi spediti e nel 1996 si inaugurò la prima parte del centro: iniziarono le attività di ricerca e l’anno successivo presero il via anche quelle cliniche, con l’apertura dei reparti di Oncologia Medica, Ginecologia, Oncologia e Radiologia. Il 1997 vide partire la seconda fase dei lavori, dedicata alle attività sanitarie, e dal 2000 tutti i reparti della struttura sono funzionanti.  La grande novità degli ultimi mesi è che il cantiere della II Torre della ricerca e della cura dell’Istituto di Candiolo è in dirittura d’arrivo. Gli spazi utilizzabili crescono così di 17.000 mq (più 50%) con un conseguente potenziamento di capacità di ricerca, di dotazione tecnologica e di assistenza. Alcune aree sono già operative, come il day surgery, mentre il 21 ottobre scorso sono state attrezzate la nuova mensa e la nuova cucina. Il piano terra, destinato al centro prelievi, al day hospital, alla farmacia e agli studi medici, e il primo piano della II Torre, interamente dedicato alla ricerca, saranno inaugurati nei primi mesi del 2014. I lavori sono stati completamente finanziati dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus grazie alle donazioni private. “È stato un cantiere molto complesso – sottolinea il consigliere delegato della Fondazione, Giampiero Gabotto – soprattutto perché si è lavorato senza mai interrompere la normale attività dell’istituto e i servizi prestati ai pazienti. Maggiori spazi significano anche più progetti di ricerca, che renderanno Candiolo un centro scientifico sempre più all’avanguardia e di rilevanza internazionale”. Per rendersi meglio conto del livello raggiunto dalla struttura, possono essere utili alcuni numeri: a Candiolo lavorano oltre 500 persone tra ricercatori italiani e stranieri, personale medico, sanitario e amministrativo; nel 2012 i ricoveri ordinari sono stati 1.770, quelli diurni 2.901. Le prestazioni ambulatoriali sono state più di 1 milione e 130.000. Fra i pazienti, il 19% proviene da fuori Piemonte e nella ricerca scientifica, condotta dalla Fondazione insieme all’Università di Torino, sono coinvolte più di 200 persone. Infine, nel 2013 è partito un nuovo progetto di ricerca finanziato dalla Fondazione con 5 milioni di euro provenienti dal 5 per mille. L’altro aspetto fondamentale di questo fiore all’occhiello della nostra sanità sta nella particolarità di essere stato creato con il contributo di benefattori privati, che hanno donato a seconda delle loro possibilità. Come sovente ricorda Allegra Agnelli, “l’Istituto di Candiolo è stato realizzato e finanziato dalla Fondazione, ma è stato voluto dai cittadini del Piemonte. Solo grazie al loro generoso e tenace sostegno, infatti, è stato possibile dotare questo Istituto del patrimonio umano e tecnologico che ne fa già oggi un modello di riferimento internazionale per la ricerca e la cura del cancro”. L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, a favore della Fondazione è stata la Partita del Cuore 2013, giocata il 28 maggio scorso allo Juventus Stadium di Torino dalla Nazionale Cantanti contro la squadra dei Campioni della Ricerca. Grazie alla vendita dei biglietti e all’invio di sms, si è raccolta la cifra record di 1 milione e 790.000 euro.

© [UNICO] people&style 2014

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