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L’importante è non stare fermi

L’importante è non stare fermi

Articolo pubblicato il 7 Marzo 2014

Cultura ed economia sono stati a lungo considerati due mondi distinti. Da un lato, si annidava il sapere, evidente àmbito delle forme espressive e della produzione simbolica; dall’altro, si palesava l’economia, orientata all’agire strumentale, alla produzione materiale, guidata dall’interesse individuale. Ora, cultura ed economia sono viste come un “unicum”. Una delle ragioni che spiega la crescita del ruolo della cultura nelle economie avanzate è il suo radicamento ai contesti locali. Se, infatti, la riorganizzazione internazionale della produzione industriale è spinta dalla ricerca di minimizzare il costo unitario del lavoro, lo sviluppo delle attività culturali tende invece a rimanere legato ai singoli territori. Questo può essere giustificato sia per l’impossibilità materiale di spostare il “patrimonio culturale” – come musei, monumenti, paesaggi – , sia per l’impossibilità di riprodurre in un altro luogo la combinazione di fattori che hanno reso possibile la realizzazione di quel particolare prodotto culturale, sia esso un monumento, un evento teatrale o musicale, un’opera artistica o architettonica, un’idea creativa di design, un percorso naturale endemico. La cultura è un’industria che sta assumendo un peso crescente nelle economie contemporanee. Esempio tangibile di uso della cultura a fini, anche, economici è la Regione Piemonte che, tra l’altro, è stata la prima in Italia ad essersi dotata di un portale istituzionale – BookingPiemonte. it – che, accanto alla prenotazione alberghiera a tariffe vantaggiose, offre al turista numerosi servizi da aggiungere al proprio carrello online, rendendo le eccellenze del territorio acquistabili con semplici click. In quanto fenomeno che trova le proprie radici nelle tradizioni di un luogo, la cultura è in grado di mobilitare risorse e competenze presenti nel territorio, rafforzando la creatività e le capacità di innovazione della popolazione e favorendo così l’evoluzione dei sistemi economici locali verso un posizionamento competitivo sostenibile in un’economia aperta.


LE CAPITALI DELLA CULTURA EUROPEE

Riga, in Lettonia, e Umeå, in Svezia, sono le nuove Capitali europee della cultura per il 2014. Dal 1985 ad oggi più di 40 città in tutta Europa sono state designate come Capitali della cultura per evidenziare la diversità e la ricchezza culturale in UE. Dal 2011 due città di due Stati membri si aggiudicano questo onore ogni anno. Riga è la capitale della Lettonia ed è la città più grande degli Stati baltici. La sua storia ha più di 800 anni e ogni secolo ha lasciato il segno nell’architettura urbana. La sua posizione centrale nella regione del Mar Baltico rende la città un importante centro culturale, industriale, commerciale e finanziario. Umeå è la prima città svedese a diventare Capitale europea della cultura dopo Stoccolma nel 1998. A più di 600 chilometri a nord di Stoccolma, Umeå, con le sue Università e i suoi 34.000 studenti, è un importantissimo centro di ricerca. Scopo della città per l’anno 2014 è mostrare agli europei il nord della Svezia e intensificare gli scambi culturali tra tra Umeå e il resto d’Europa

 

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