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la “verità”

IMPRESE E BANCHE

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Articolo pubblicato il 3 giugno 2016

Parola d’ordine: chiarezza. Banche e imprenditori, se usano un linguaggio comune, possono essere efficaci partnerGianluca Sanchioni – consulente managerial, docente ABI e professore in banking & corporate finance – spiega: “Un’azienda che non produce liquidità, per risolvere la situazione, o mette soldi personali oppure chiede un aiuto alla banca. Sicuramente, un’impresa che ha uscite superiori alle entrate, in maniera temporanea, può chiedere aiuto all’istituto di credito. Se la situazione non è temporanea, è un problema. Non esiste un’azienda che va male se ha liquidità negativa per un anno. Perché si tratta di un accadimento temporaneo. Il problema è se l’illiquidità persiste e si consolida. Quindi, occorre capire quali sono le cause del fabbisogno finanziario. Tra l’equilibrio economico (conto economico) e l’equilibrio finanziario (liquidità) occorre trovare la formula competitiva, in grado di creare le fondamenta. Per riuscire a desumere la formula competitiva è necessario fare un’analisi di settore: paragonare aziende simili.
Le banche favoriscono lo sviluppo aziendale, ma c’è un debito massimo che non va superato perché non c’è alcun istituto che abbia linee di credito illimitate: in presenza di un flusso di cassa della gestione costantemente negativo, c’è un debito nei confronti della banca che aumenta inesorabile. È importante sapere perché ci sono i debiti e da dove arrivano. Una metafora: cercare il buco nel serbatoio, affinché mettendo ‘liquido’ non vi sia dispersione inevitabile e oggettiva. Di conseguenza, occorre fare uno studio su almeno gli ultimi tre anni per capire dove si trova l’azienda e ‘dove sta andando’. Inoltre un semplice business plan è molto importante nelle scelte imprenditoriali.
Il debito è ‘facile’ crearlo, ma non si risolve subito. Quindi, cosa si può fare? Chiedere una consulenza alla banca per studiare la soluzione al problema. Non bisogna dimenticare che tra gli utili e la liquidità si frappone il circolante e il debito si sana solo con flussi di cassa adeguati. Gli utili, inoltre, si trasformano in liquidità quando il fatturato diventa certo ed esigibile. Oggi, molte aziende che hanno problemi di liquidità sono aziende che vendono ma che non incassano. A partire dal 2016, per le società di capitale, la liquidità è ancora più importante perché occorre includere a bilancio, fra gli schemi obbligatori, il rendiconto finanziario. La liquidità è un concetto reale, non si può ‘taroccare’ e le aziende che vanno male sono quelle che hanno il circolante fuori controllo”.

Ferruccio Franza, vice direttore della Banca di Caraglio, del Cuneese e della Riviera dei Fiori, crede nella divulgazione. “Vogliamo far comprendere alle PMI (piccole medie imprese – ndr) socie e clienti del nostro istituto di credito l’importanza della liquidità in azienda. Il fatturato è vanità, l’utile è realtà, ma la verità è la cassa. Analisi e verifica dei dati aziendali devono essere noti a entrambe le parti interessate (banca e impresa): solo parlando la stessa lingua si possono raggiungere gli obiettivi comuni. È sempre più importante che le banche diventino consulenti per le PMI ed è ciò che la Banca di Caraglio sta portando avanti al fine di supportare chi decide di investire sul territorio”.
Un’azienda che ha volumi che crescono significa che sta andando bene?
Conclude Franza: “Non necessariamente. Non conta quanto si fattura, ma soprattutto a chi si vende e quando e quanto si incassa. Le maggiori criticità di liquidità in azienda si hanno quando si vende, ma non si incassa. Se in un anno il mio fatturato è pari a 100 e i miei costi pari a 90, il mio utile è 10. Ma se dei 100 di fatturato, nel medesimo anno, ne ho incassati 70 e dei miei 90 costi ne ho pagati effettivamente 80 ecco che in cassa ho un risultato negativo pari a 10. Questo è il mio rendiconto finanziario. Attenzione agli sconti commerciali: sono un costo che si traduce in meno liquidità. Se i miei volumi, ossia il mio fatturato, crescono, ma l’offerta combinata di sconti commerciali e dilazioni di pagamento non sono attentamente misurati, si rischia di squilibrare la situazione finanziaria”.

© [UNICO] people&style 2016

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