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La provincia Granda si tinge di rosa

Dal 2009 il Giro d'Italia ha sempre "transitato" nella Granda. Quest'anno, è in programma una delle tappe più evocative: una cronometro individuale tra Barbaresco e Barolo.

Articolo pubblicato il 5 Maggio 2014

Al Giro d’Italia la provincia di Cuneo deve piacere davvero molto. Sì, perché dal 2009 la corsa rosa ha sempre “fatto tappa” (è il caso di dire) dalle nostre parti: la Cuneo-Pinerolo, poi la cronometro a squadre Savigliano-Cuneo del 2010, la Alba-Parma nel 2011, la Savona-Cervere del 2012 e, l’anno scorso, la Cervere-Bardonecchia. Quest’anno, invece, è in programma una delle più evocative: una cronometro individuale tra Barbaresco e Barolo.
Il 22 maggio, i corridori sfrecciano attraverso le Langhe su un percorso lungo 41,6 km con partenza da Barbaresco, toccando Treiso, Manera, Ricca d’Alba, Alba, Grinzane Cavour, Castiglione Falletto, per arrivare a Barolo, in Piazza Colbert. Per parlare di Giro, in generale, e di questa tap- pa in particolare, abbiamo intervistato Sergio Trossarello, imprenditore edile di successo con una grande passione per il ciclismo, che fa parte del comitato organizzatore di tappa. “Sono un imprenditore prestato allo sport, in effetti, e collaboro con RCS [il gruppo Rizzoli-Corriere della Sera, di cui fa parte anche la Gazzetta della Sport, che organizza il Giro d’Italia – ndr.] dal 2009. Ho iniziato grazie alla profonda e ventennale amicizia che mi lega ad Angelo Zomegnan, fino a un paio di anni fa patron del Giro. Da queste parti è facile far nascere le amicizie e coltivarle, tra un bel piatto di tajarin e un bicchiere di vino”.
Trossarello ci racconta anche com’è nata l’idea di una tappa che attraversasse le Langhe: “Ero a cena con l’assessore Alberto Cirio, il patron del Giro Mauro Vegni e altre persone. L’assessore mi ha chiesto quale sarebbe stata una buona idea, secondo me, per far parlare del Piemonte in generale e della provincia di Cuneo in particolare e io, senza pensarci troppo, gli ho risposto che avremmo dovuto puntare su un’eccellenza conosciuta in tutto il mondo: il vino. Inoltre, le nostre Langhe sono luoghi stupendi e particolarmente vocati al ciclismo, con i loro saliscendi e i panorami mozzafiato. Cirio si è entusiasmato subito e gran parte del merito, se siamo riusciti a concretizzare la nostra idea, spetta a lui”.

Com’è facile immaginare, organizzare una tappa di una delle più importanti corse ciclistiche del mondo non è impresa facile: dalle esigenze logistiche, ai problemi con i comuni, alla viabilità. Però, dopo il successo degli ultimi anni, anche gli amministratori locali più restii sembrano aver capito che il Giro è un’occasione praticamente unica per fare investimenti che abbiano una ricaduta efficace sul territorio e per avere un ritorno mediatico senza pari.
“Vi dò alcuni numeri – continua Trossarello – per far capire meglio cosa significhi ospitare una tappa: ci sono circa 3.000 persone solo dell’organizzazione (RCS, giudici, addetti, operatori RAI), a cui vanno aggiunte altre 500 persone circa, che sono poi i partecipanti alla corsa e tutto lo staff delle squadre iscritte (tecnici, meccanici, corri- dori, massaggiatori). Senza contare gli appassionati: nel 2012, con l’arrivo a Cervere, è stato stimato un afflusso di circa 20.000 persone. Capite bene l’impatto economico che questa mole di gente ha sul tessuto locale. In RCS, facendo calcoli molto prudenti, si stima che ogni euro investito ne frutti circa sette. Senza contare l’enorme copertura mediatica: la RAI prevede una diretta di circa 8 ore. Ci sono 170 televisioni collegate e circa 1.000 giornalisti al seguito. E ci hanno detto che la Barolo-Barbaresco è stata la tappa che ha generato la maggior richiesta di accrediti. In effetti, cosa c’è di più bello di una corsa tra colline splendide, dove si producono due tra i rossi più importanti e apprezzati del mondo?”.

Afferma Alberto Cirio, assessore regionale allo sport e turismo: “La cronometro Barbaresco-Barolo è l’evento sportivo più grande che Langhe e Roero abbiano mai ospitato: non solo una straordinaria occasione di promozione territoriale, ma anche una grande giornata di festa che coinvolge tutti, comprese le scuole e i bambini, senza contare i tanti turisti che arrivano proprio per assistere all’evento. Voglio ringraziare tutti i membri del comitato, che operano gratuitamente e che (…) sanno gestire con successo questo straordinario momento sportivo”. Sono inoltre previste iniziative di contorno alla tappa, per rendere ancora più piacevole il soggiorno di appassionati e turisti.

Ma questa non è l’unica tappa con partenza dalla provincia Granda, poiché il 23 maggio i ciclisti inforcano le bici partendo da Fossano alla volta di Rivarolo Canavese. Una partenza proprio da quella città dove la maglia rosa conta uno dei suoi sponsor più importanti: la Balocco.


FOSSANO E LE DUE RUOTE

“La partenza della XIII tappa del Giro d’Italia che Fossano ospita venerdì 23 maggio conferma l’importante ruolo che la Città degli Acaia riveste nel mondo del ciclismo. Un ruolo a tutto tondo, che interpreta lo sport in ogni sua declinazione: per la terza volta siamo sede di tappa del Giro, abbiamo ospitato le classiche Gran Piemonte e Giro delle Alpi cuneesi e i giovani talenti europei del Tour de l’Avenir, sulle nostre strade si corre il campionato europeo di handbike e la Fossano in bici, tradizionale pedalata non competitiva cittadina, è giunta alla XXXI edizione.
Da alcuni anni rincorriamo l’obiettivo di essere città di tappa e finalmente ce l’abbiamo fatta, grazie anche alla presenza della Balocco (per il secondo anno consecutivo main sponsor della Maglia Rosa). Vogliamo congratularci con i membri del Comitato di tappa che hanno promosso l’evento con particolare efficacia e cura, attraverso la realizzazione di una serie impressionante di manifestazioni per preparare la città all’arrivo della carovana, la presenza dell’evento sui social network e la gestione di un sito internet dedicato www.girofossano.it.


UN’IMPORTANTE OPPORTUNITÀ ECONOMICA PER IL TERRITORIO

FERRUCCIO DARDANELLO PRESIDENTE UNIONCAMEREAbbiamo chiesto anche a Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Cuneo, di dirci la sua in merito.

Presidente Dardanello, come valuta la presenza del Giro d’Italia in provincia e cosa significa in termini di ricaduta economica e mediatica?

“Più volte la Granda è stata al centro dell’attenzione mediatica, come sede di tappa del maggiore appuntamento ciclistico nazionale. Il coinvolgimento delle Langhe nel percorso ufficiale del 2014 rafforza il rapporto tra questo sport e i cuneesi, da sempre appassionati sostenitori della corsa a tappe attraverso l’Italia. Torna dunque, ancora una volta, la carovana con i suoi protagonisti, l’attenzione dei media e il variopinto seguito della pubblicità. Torna in un contesto ambientale straordinario, capace di offrire l’emozionante spettacolo e il fascino discreto delle colline e dei borghi antichi. Alta sarà l’affluenza in occasione della tappa e la Granda saprà dare ancora una volta prova di un’ottima capacità di accoglienza e ospitalità. Un’importante opportunità economica per il nostro territorio, ma anche e soprattutto una grande occasione per far conoscere una zona di eccellenza, le Langhe, terra che regala vini straordinari: Barolo, Barbaresco, Nebbiolo, Dolcetto e altri ancora, capaci di portare lontano i nomi dei loro territori, motivando le tante persone presenti al Giro d’Italia a tornare, con più calma, per poter ammirare un paesaggio unico candidato a ottenere il riconoscimento di patrimonio UNESCO dell’umanità”.

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