ARTE

Il paese delle meraviglie

AL MUSEO INTITOLATO A EMANUELE LUZZATI, A GENOVA, RIVIVE LA FAVOLA DI ALICE, IN BILICO TRA LE LIEVI E VISIONARIE INTERPRETAZIONI DEL GRANDE MAESTRO GENOVESE E LE CUPE ATMOSFERE BESSONIANE

Articolo pubblicato il 28 Maggio 2016

Libro strano e imprevedibile Alice nel paese delle meraviglie – anzi, rispettando il titolo originale, Alice’s Adventures in Wonderland (“Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie”) – dominato da un ribaltamento delle prospettive, un mondo rovesciato, pieno di giochi linguistici e matematici, riferimenti a storie e leggende dell’Inghilterra ottocentesca dove nasce, ma soprattutto percorso da fondamentali ambiguità e piccoli misteri. In primo luogo, sorge spontaneo chiedersi se è un libro per bambini o non un’allegoria per adulti, per far emergere in noi quella, sovente sopita, dose di “lucida follia” che è ciò che, in fondo, ci dona la creatività, la capacità di colorare il mondo e spazzare il grigio che quotidianamente copre il tutto delle nostre vicende.
L’originalità di questo testo parte dall’autore (Lewis Carroll è in realtà lo pseudonimo del reverendo Charles Lutwidge Dodgson) e all’evento che lo ispirò. Pare, durante una gita in barca sul Tamigi, che Dodgson inventasse una storia per intrattenere tre bambine nelle cinque miglia di navigazione fra Oxford e Godstow. In seguito la scrisse e la regalò a una delle tre piccole, Alice Liddel, che aveva tanto insistito perché lo facesse.
Quel racconto, di soli quattro capitoli, Alice’s Adventures Under Ground, è il primo nucleo del successivo noto libro favolistico e della sua continuazione.
A 150 anni esatti dalla pubblicazione del famoso libro di Carroll, edito per i tipi della Macmillan Publishers Ltd di Londra, nel 1865, il Museo Luzzati, al Porto Antico di Genova, ha inaugurato, il 26 novembre 2015 la mostra Alice, in programma fino al 15 maggio 2016 (ma è previsto un prolungamento della stessa), dove la figura e i personaggi della notissima fiaba, ampiamente riprodotti in illustrazioni, cinema d’animazione e non, teatro, disegni, sono visti attraverso le interpretazioni di Emanuele Luzzati, scenografo e fine artista fra i più amati del nostro tempo, e il regista-illustratore romano Stefano Bessoni, che di Luzzati è stato estimatore. Come sostiene lo stesso Bessoni: “In lui mi colpirono tanti aspetti del suo creare (…) Mi folgorò il suo uso del colore, i suoi pastelli, le matite, il collage, il suo creare come un bambino che sa di essere adulto e che se ne infischia allegramente (…)”.
Sono esposte 120 opere sul tema. Di Luzzati i bozzetti preparatori, accompagnati dalle fotografie delle sceneggiature e dei costumi, pensati per il programma Nel mondo di Alice, uno sceneggiato RAI del 1973 di Guido Stagnaro, con Milena Vukotic nella parte della curiosa bambina che, all’inseguimento di un coniglio bianco, “precipita” in un mondo parallelo e, apparentemente, dominato dall’assurdo. E ancora i disegni, inediti, per l’illustrazione di Alice nel paese delle meraviglie, pubblicato nel 1998 da Nuages di Milano.
Il mondo di Luzzati è luminoso, sereno; la protagonista e le tante figure sono descritte in modo gioioso, leggero, a tratti ironico e irridente, ma sempre con uno sguardo “lieve”, favolistico.
A fare da contraltare, i personaggi e le tavole di Stefano Bessoni, che sono il frutto di una visione più cupa, tendente all’onirico, con una predilezione per l’aspetto oscuro, misterioso e vagamente inquietante: il risultato di una ricerca di anni che approda alla rivisitazione del mondo di Alice in Alice sotto terra del 2012 per la Logos Edizioni.
Un “oggetto letterario”, come lo chiama l’autore, che tratta con il supporto di un attento studio naturalistico, scientificamente rigoroso, dell’anatomia e dell’entomologia, per approdare a effetti quasi simbolistici e metafisici.
Per il visitatore, un bel percorso attraverso questa fiaba per bambini, o adulti che sanno essere bambini, senza fini morali o didascalici, ma con il solo scopo di lasciare che, per una volta, sia la fantasia a guidarci, a scapito della fredda ragione.

© [UNICO] people&style 2016

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