BON TON

Il dress code per lui

Nel giorno più bello, anche lo sposo deve essere impeccabile. Ecco, in pillole,

Articolo pubblicato il 3 Novembre 2014

Tight, mezzo tight, frac o smoking? Troppo spesso mi accorgo che le attenzioni si concentrano solo sulla sposa, mentre viene dimenticato e lasciato un po’ in disparte lo sposo, che in fondo dovrebbe avere la stessa importanza, visto che ci si sposa in due! E così, se vediamo la sposa sempre o quasi sempre impeccabile, a volte lo sposo, abbandonato al suo “buon gusto”, è proprio inguardabile… Eppure le passerelle di moda del 2014 lo hanno visto protagonista, eccentrico e ambizioso. Non possiamo dunque esimerci dal dare almeno una prima rispolverata all’ABC del dress code maschile. Prima di azzardare abiti originali, occorre ricordare che il giorno del matrimonio entrambi gli sposi dovrebbero seguire lo stesso stile, pertanto è bene “parlarsi”. Aiutati dalla famiglia, dagli amici o da un wedding planner, tutto si semplifica. Ma veniamo ad alcune situazioni concrete. Se ci si sposa al mattino, lui potrà indossare un tight, oppure, se la cerimonia è più informale, un abito blu o grigio scuro: pantaloni senza risvolto, giacca monopetto ed eventuale gilet, dello stesso tessuto e colore dell’abito. Tuttavia, è importante sottolineare che il tight va indossato solo ed esclusivamente per cerimonie mattutine e in ogni caso non oltre le 18,00, ovviamente molto eleganti. Attenzione, in tal caso i parenti uomini di entrambi gli sposi, inclusi i testimoni, dovranno adeguarsi al dress code. Alternativo al tight è il mezzo tight, un po’ meno formale. Da galateo, il tight richiederebbe anche i guanti e il cilindro, che in chiesa saranno appoggiati sul banco. Il mezzo tight, invece, con la propria natura più informale, non li prevede. Dopo le 18.00, per cerimonie prestigiose, il vestito dello sposo potrà essere un frac (o marsina), che di conseguenza sarà consigliato anche ai testimoni. Gli invitati non avranno l’obbligo di indossarlo, ma saranno vestiti di scuro con cravatta bianca. Ma vediamo alcuni “no”. No allo spezzato, salvo che sia tight o mezzo tight. No alla giacca doppio petto. No all’ultimo bottone della giacca chiuso (in basso). No agli occhiali da sole. No al vestito in lino, perché probabilmente sarà già uno “straccio” a fine cerimonia. E, inoltre, no allo smoking, che il galateo indica come non adatto al matrimonio, ma piuttosto a serate di gala, cene ed eventi mondani o teatrali (rigorosamente dopo le 18.00!). Infine, gli immancabili accessori che, come per le donne, sono elementi distintivi. La cravatta dovrà essere classica, sobria e di buona qualità. I gemelli, unici gioielli concessi allo sposo, non possono mancare su un tight o su un mezzo tight, ma sono raccomandati anche per cerimonie eleganti, sia in madreperla sia in oro giallo o bianco. E poi la scarpa, ideale se stringata e in pelle nera spazzolata. Molto gettonato il fiore all’occhiello, che si indossa sul rever della giacca e mai sul taschino. Chi non lo desidera, potrà utilizzare la pochette, in nessun caso dello stesso colore della cravatta. Qui si può giocare sulle tonalità che dominano il matrimonio. Una cravatta classica e una pochette decisamente colorate saranno adatte a una cerimonia informale, mentre sono da preferire più essenziali per una marriage elegante. Per chiudere, no alla boutonnière insieme alla pochette. No ai gemelli troppo sportivi. No a fibbie e mocassini. No al calzino bianco (di bianco abbiamo già la sposa e ci basta)… per non farsi dire: “Ma chi ti ha vestito?!”.

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