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GRANDARTE. IDENTITÀ PERDUTE?

fino al 17 aprile 2017

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Articolo pubblicato il 21 gennaio 2017

GrandArte 2016/2017 è una rassegna d’arte che idealmente prosegue l’esperienza di GrandArte 2013, artisti contemporanei per un progetto sociale. Quella mostra era stata organizzata nell’inverno del 2013 per una raccolta di fondi a favore delle Case del Cuore, appartamenti destinati ad ospitare nuclei famigliari (in particolare donne con propri figli) in condizione di difficoltà economica e sociale. L’attuale progetto, promosso dalle associazioni grandArte e Amici Case del Cuore, si caratterizza ancora fortemente per la volontà di coniugare arte e sociale ma poi, in termini innovativi, anche per la scelta di operare in sinergia con altri soggetti a livello provinciale ed ancora per proporsi come evento da ripetere nel futuro con una cadenza bi o triennale.

Il lavoro condotto per questa edizione ha messo insieme la partecipazione di 16 soggetti (associazioni ed una galleria), l’intervento di 14 curatori, l’adesione di 13 Comuni, oltre all’Atl del Cuneese, e la organizzazione di 15 mostre che presentano 86 artisti.

Le opere in mostra (salvo qualche limitata eccezione) sono a disposizione del pubblico perché una parte del ricavato (stabilito in accordo con gli artisti) è destinato ad incrementare le Case del Cuore.

Il titolo scelto per questa edizione, identità perdute?, vuole esplicitamente richiamare il momento storico che stiamo vivendo, segnato da profonde tensioni e scontri tra mondi di diversa matrice culturale con risvolti che a tratti sembrano incomprensibili ed incontrollabili. Movimenti migratori di portata biblica, la diffusione di strategie del terrore e di azioni dirompenti dettate da radicalismi ideologici, il riaffermarsi di pensieri fondamentalisti nei rapporti tra le comunità locali ed internazionali acuiscono le incertezze e le ansietà già provocate da una perdurante crisi economica e minano le sicurezze effimeramente acquisite all’interno delle società occidentali. Si tratta di uno stato delle cose che non può non coinvolgere le coscienze di tutti noi e che, a prescindere dalle diverse opinioni e reazioni di ciascuno, non può essere sottaciuto. Questo tuttavia non ha voluto costituire il riferimento obbligatorio per le varie mostre, ma  semplicemente un comune elemento di affermazione di consapevolezza e testimonianza. Ogni curatore è stato libero nelle scelte relative all’organizzazione del proprio evento e dunque non si ritroverà all’interno della rassegna un unico filo conduttore. Quello che semmai costituisce elemento di unità e coerenza rispetto al tema generale è lo spirito dello stesso lavoro svolto. Un lavoro che ha visto la collaborazione di tante persone finalizzata ad un intento comune, che ha messo insieme punti di vista anche molto distanti, e poi presentato un gran numero di artisti assai diversi fra loro per personalità e modalità espressive: tanti elementi di eterogeneità e diversità che si sono posti non come occasioni conflittuali di contrapposizione ma come elementi di ricchezza per lo scambio, il rinnovamento e la crescita del nostro patrimonio culturale e in ultima analisi delle nostre identità.

Nelle varie mostre la maggior parte degli artisti presenti è cuneese per origine o per adozione. Questa edizione della rassegna ha dunque privilegiato il territorio locale, del quale intende offrire un significativo e qualificato spaccato.

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