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Eleganza liberty a cuneo

NONOSTANTE LA VOCAZIONE PREVALENTEMENTE AGRICOLA, ALL’INIZIO DEL ‘900 SI SVILUPPÒ ANCHE IN CITTÀ LO STILE CHE IMPERAVA NEL NORD EUROPA, CARATTERIZZANDO SOPRATTUTTO IL VIALE DEGLI ANGELI E LE ZONE LIMITROFE.

LibertyaCuneo

Articolo pubblicato il 21 maggio 2016

L’Art Nouveau si sviluppa tra il 1890 e il 1914; trova il suo terreno più fertile in Belgio, specie con gli architetti Victor HortaHenri van de Velde, che intendono l’architettura come strumento ampio, capace di trasformare non solo l’ambiente urbano, ma anche le abitazioni attraverso gli oggetti di arredo.
Da Bruxelles si diffonde in tutta Europa diventando l’arte della società in movimento, dell’industria che cresce a dismisura, grazie alle scoperte scientifiche applicate alla produzione in costante innovazione.
In Italia il nuovo stile si propaga con il termine Liberty, facendo riferimento al grande magazzino londinese aperto da Lasenby Liberty, e con un certo ritardo rispetto al resto del “vecchio continente”. In seguito all’enorme successo dell’Esposizione di Parigi del 1900, due anni dopo, a Torino si organizza l’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna, dove sono presenti i maggiori esponenti dell’Art Nouveau europea. L’evento segna l’avvio del Liberty in Italia, come arte della borghesia in ascesa e manifestazione visibile delle sue istanze, come pure della sua espansione, trovando i propri epicentri in Palermo, Milano, Torino, e connotandosi come “arte urbana” per eccellenza.

CUNEO, CITTÀ VIVACE

Cuneo non si può certo dire una metropoli e neppure un centro di rilevante sviluppo di nuova economia, pur essendo essa modestamente presente. È una città di quasi 27.000 abitanti così descritta dalla Guida “Oggero” del 1909: “Vi sono fiere e mercati settimanali molto frequentati, per cereali e bestiame. Il solo mercato dei bozzoli dura da 25 a 30 giorni, sempre animatissimo. Quello delle castagne dura un mese circa. Vi hanno filature di seta ed alcune manifatture di tessuto di cotone, segherie, mulini, fabbriche di concimi e di ghiacci, di piastrelle di cemento…” Insomma un’area che viveva prevalentemente su agricoltura, commercio e artigianato, con limitata presenza industriale.
Eppure ebbe la sua brava mostra, le Esposizioni Agrarie Riunite del 1905, collocata nella zona sud della città, dal Cottolengo. Regione “Orti, dove “regnava”, dalla fine del XIX secolo, Monsignor Peano, singolare figura di sacerdote e immobiliarista, i cui interventi incisero non poco sullo sviluppo della città: si veda, per esempio, la Chiesa del Sacro Cuore, che divenne fulcro della “città nuova”.
Furono diversi i fattori concomitanti che portarono Cuneo ad avere una buona sensibilità verso l’innovazione in campo artistico e decorativo. Lo sviluppo edilizio verso sud, specie con il piano regolatore del 1908, favorì, nell’area tra Viale Angeli, l’attuale Via Peano, e Corso Nizza la realizzazione di nuovi edifici che spesso adottarono l’estetica dell’Art Nouveau, tanto da poter definire la zona quasi un “quartiere liberty”.

VIALE ANGELI, IL FULCRO

Elemento importante è la presenza in città di un architetto del calibro di Raimondo D’Aronco che insegnò per alcuni anni al locale Istituto Tecnico. Una peculiarità cuneese è proprio il fatto che i progettisti del Liberty erano diplomati al “Bonelli”, che all’epoca abbinava Ragioneria e Geometri, a cavallo tra i secoli XIX e XX. Emergono figure come Federico Politano, autore dell’omonima palazzina al 22 di Viale Angeli, del 1903, una delle prime costruzioni dove si rilevano presenze di Art Nouveau a Cuneo, unite ad elementi eclettici, in particolare nella facciata, con il portoncino contornato da una ghirlanda di rose e fogliame che si ripete sulle cornici verticali di porte e finestre.
Del 1907 è l’edificazione di Palazzina Streri di stile prevalentemente eclettico. Di gusto Art Nouveau è la fascia al piano terreno costituita da fogliami stilizzati, ripresi nei pilastrini del cancello del giardino.
Anche Amedeo Galliano, attivo, col fratello Antonio, tra il 1906 e il 1913, si diplomò al “Bonelli” e fu autore di alcune delle più belle facciate e costruzioni di Viale Angeli, come il Palazzo Sociale, all’angolo con Corso Garibaldi,
e Palazzina Galliano, realizzata fra 1911 e 1912. La struttura è tipica di una palazzina di inizio secolo, modulabile in più alloggi, ma non delle dimensioni condominiali, caratterizzata dalla emergenza angolare con torretta sopraelevata.

TESORI LIBERTY A DUE PASSI DA CUNEO

L’Art Nouveau si diffuse anche nel territorio circostante, come a Caraglio, dove Villa Vacchetta, progettata dall’omonimo architetto, costituisce, nel contempo, uno dei migliori esempi del nuovo stile e l’unica realizzazione della quale si ha notizia ad opera del professionista.
Progettata nel 1910, è formata da più corpi di fabbrica che si compenetrano. Vi è un legame evidente degli elementi nei serramenti lignei e nei ferri battuti, dove i motivi curvilinei sono nel contempo naturalistici e astratti.
Sempre a Caraglio si trova il Grande Albergo del Gallo, esempio di diffusione del Liberty nei centri minori e soprattutto su tipologie edilizie non abitative, ma di servizi.

OLTRE L’ARCHITETTURA

Il Liberty, nella sua commistione fra arte e artigianato venne impiegato in molti settori a scopo decorativo, illustrativo e anche informativo, come nelle vetrine dei negozi, nelle insegne, nelle immagini pubblicitarie.
Abbastanza singolare è la sua applicazione all’arte funeraria e con esiti, a Cuneo, decisamente notevoli. Si pensi a La Sfinge di Leonardo Bistolfi, opera del 1907, al Cimitero di Cuneo, o alla tomba della famiglia D’Aronco al camposanto di Frazione San Rocco, realizzata dall’architetto Raimondo D’Aronco e decorata con pitture murali, tra il 1902 e il 1903, da Giovanni Vacchetta.

© [UNICO] people&style

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