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UNDER 40

Delia Revelli, il suo regno è l’acqua.

Trote allevate, in fonti risorgive, da una donna coraggiosa che è ritornata alle origini.

Delia Revelli nelle vasche con acqua risorgiva.

Articolo pubblicato il 4 luglio 2014

È figlia di allevatore di maiali che, negli anni ’60 ha bonificato un’area paludosa realizzando vasche per trote, per sfruttare una preziosa acqua di risorgiva. Il padre, Baldassarre, e la madre, Celestina, le hanno proposto uno stile di vita che lei ha accolto. La sua caratteristica è quella di sapere aspettare: glielo ha insegnato la natura, la saggia che accoglie le stagioni con rigore scientifico.
La formazione scolastica di questa giovane imprenditrice cuneese è matematica: diploma in ragioneria e laurea in Economia e Commercio. Andava a cavallo. Ora non ha più tempo. Ogni tanto si concede un giro su due ruote. Guida la moto: ha una Ducati. Lei si chiama Delia Revelli. È donna minuta a un soffio dai 40 anni. Gli occhi sono color nocciola. I capelli corti dan voce al lineamento del viso. Il corpo è snello e nevrile. Con destrezza, indossa la tuta impermeabile e si cala nelle vasche. Ha servito la Federazione Nazionale Pesca per il Campionato Italiano 2014 e pure per una prova del Campionato Mondiale. Ha la passione per gli storioni e alleva trote.
Nel curriculum ha la vittoria del premio “Oscar Green” nella categoria “Campagna Amica”. Conduce un’azienda ittica a San Biagio di Mondovì.
La sua acqua è di risorgiva.
Ed è questo, anche, che la rende unica.

Le trote

Ho ereditato l’azienda da mio padre, Baldassarre. Sono subentrata a lui, come titolare, nel 2000. Lui mi ha lasciato un allevamento con 30 vasche. Io ho creato il secondo che include tre aree: incubatoio, svezzamento, accrescimento. Questo mi consente di avere un ciclo chiuso.
Le nostre trote sono certificate.
In Italia, su 380 aziende, solo un centinaio ha la certificazione come la mia. Cosa significa? Che possono essere immesse anche nelle acque pubbliche. Mi sono impegnata dal 2005 al fine di ottenere la certificazione europea di indennità da malattie.
Un percorso oneroso sia dal punto di vista del tempo impiegato, sia da quello economico. Allevo intorno ai 350 q di trote l’anno. Si tratta di iridea, fario, salmerino e quella senza pigmentazione: la trota dorata. È suggestiva. Attrae grandi e piccoli. È stata studiata negli anni ’20 nell’Europa settentrionale ed è considerata specie a se stante.

La trasformazione

È stata la mia sfida. Dapprima mi sono appoggiata a un laboratorio di trasformazione, poi ho cominciato io stessa a trasformare. Ho ottenuto il bollo Cee. In effetti, si tratta di prodotti freschi che trasformo direttamente: evisceramento, filettatura, confezionamento, etichettatura, stoccaggio.

La commercializzazione

Su internet, sulla piattaforma “Agrisviluppo” di Coldiretti. Occorre stare dietro a questa nuova forma di commercio che crea possibilità reali. Se si vuole allargare il campo della commercializzazione, occorre adattarsi alle tecnologie. Poi, servo personalmente in due mercati in provincia di Cuneo e ho punti vendita a Varallo Sesia, Marene, Fossano e, anche, a Cuneo. Il mio è mercato di nicchia. Il consumatore della città sta tornando ad aziende come la mia. La trota di risorgiva ha una carne molto soda che trasmette un gusto straordinario. La capacità produttiva della mia azienda ha raggiunto il suo top. Sono realista e sempre presente: per questo non scelgo di affidare il mio prodotto a terze persone, perché dove lo vendo intendo raccontarlo. Ho detto “no” a grandi supermercati perché il posizionamento lo decido io e non lo delego ad altri.

Le ore di lavoro al giorno

Tante: dalle 12 alle 18. Non sempre pranzo. Mi dedico al 100% a questi animali. Sono in acqua, ma sono sempre animali. Mia madre non era d’accordo, quando comunicai che volevo entrare in azienda. Mio padre, invece, è stato il mio primo sostenitore. Ha creato tutto con le sue mani. Questo è il fatto. E io porto avanti, innovando e adattandomi ai tempi. L’azienda, dal 2006, è anche Cascina Didattica: per molti bambini, ma anche ragazzi, è una scoperta conoscere la vita sott’acqua. I suoi pensieri Mi prefiggo di stare con i piedi per terra. Non volare molto in alto. Lavorando con la stagionalità, con il sole, con la terra e tutto ciò che comporta, occorre essere concreti. Questo fa sì che anche gli obiettivi che mi pongo debbano essere reali e facilmente raggiungibili. Anche quando le cose non sono semplici, so aspettare.

Il suo silenzio

Prego. Anche quando lavoro. Questo è retaggio della cultura contadina. E ho fede: esiste un’entità superiore in cui credo.

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