Ti trovi qui

NATURA

Col progetto Panarea “fai” del bene

Una terra primordiale, dove antichi sentieri percorsi un tempo dai pastori rischiano di scomparire, ma Panarea torna a rinascere grazie alla “missione” dei giovani FAI di Torino.

vista da panarea

Articolo pubblicato il 4 luglio 2014

Pensando al FAI, il Fondo Ambiente Italiano, vengono in mente edifici storici, parchi e regge. Oppure, l’iniziativa I luoghi del cuore, grazie alla quale il FAI ha individuato una vera e propria mappa dei luoghi amati dagli italiani ed è intervenuto per tutelarli e preservarli.
Quel che, invece, colpevolmente ignoravamo è un progetto che la delegazione di Torino ha inaugurato nel 2011 e che vede protagonisti i giovani del FAI insieme all’isola di Panarea.
Paola Motta Romagnoli,
capo delegazione FAI di Torino, è la principale responsabile di tale iniziativa, nata, come racconta, “dall’amore per il FAI e per questa terra primordiale e giovane, perché ricca di attività vulcaniche, sconosciuta ai più e, nello stesso tempo, di una bellezza e di un fascino sorprendenti. Il fatto che esistesse, a Panarea, un piccolo terreno del FAI sovrastante Cala Junco (donazione Piero Di Blasi del 1977) e che tale fondo, come pure gli antichi sentieri, percorsi fino all’inizio del secolo scorso da contadini e pastori, giacessero in uno stato di abbandono e fossero quasi tutti impraticabili, mi ha indotto a parlarne con i giovani FAI di Torino. Questi, che avevano già avuto esperienze di lavori manuali da volontari nelle proprietà del FAI, si sono dimostrati entusiasti e così il progetto è partito”.
Con la collaborazione del Corpo Forestale di Messina, che ha fornito alcuni rudimenti di base ai ragazzi e che ha messo a loro disposizione attrezzi, come pure un capo progetto che li seguisse costantemente, e grazie all’ospitalità offerta dagli albergatori di Panarea, le operazioni sono partite: il primo giorno sono state pulite da detriti e immondizia due spiagge, mentre il secondo è stato dedicato alla pulizia e al ripristino di un sentiero impraticabile. Infine, i ragazzi si sono impegnati a tracciarne uno nuovo all’interno del terreno di proprietà del FAI.
“I giovani FAI (quest’anno se ne contavano una trentina) si sono sentiti fattivamente utili e apprezzati, e gli abitanti si sono dimostrati molto ben disposti nei loro confronti. Inoltre, i dirigenti della Forestale hanno ottenuto finanziamenti per proseguire la pulizia di altri sentieri e i turisti hanno avuto frasi di riconoscenza verso chi lavorava per il loro benessere. Grazie a questa iniziativa, la gente ha capito quali sono gli ideali e gli scopi della Fondazione: conoscere, amare, proteggere e rendere fruibile la bellezza, anche tramite il lavoro di volontari. In questo caso, non si è agito solo su un bene del FAI, ma anche sul territorio, con lo scopo di creare una situazione migliore per tutti: finalità assolutamente in linea con gli obiettivi della Fondazione,” afferma Paola Motta Romagnoli.
Valeria Zanella, del gruppo FAI Giovani Torino, ha attivamente partecipato alla “missione”: “È stata una delle esperienze più interessanti della mia vita. Conservo moltissime immagini felici, come la stanchezza dopo ore di pulizia dei sentieri sotto il sole, voltarsi e vedere il panorama che solo dall’alto dell’isola si può scorgere, le risate in spiaggia o il cielo stellato di Panarea. La collaborazione con altri gruppi giovani, precisamente quelli di Arezzo, Udine, Pescara, Teramo, Roma, Piacenza e Milano, tra gli altri, è stata estremamente voluta e cercata ed è servita a ricordare che non esistono distinzioni tra di noi, siamo rami dello stesso albero. Purtroppo, siamo molto lontani, ma è bello sapere che, quando ci sono le possibilità, si accorre per dare il proprio apporto.  A mio parere, il Progetto Panarea non solo potrà essere ripetuto, ma dovrà esserlo: abbiamo iniziato un percorso che richiede continuità e siamo speranzosi di fare ancora molto. È importante a questo proposito ricordare che l’acronimo ‘FAI’ contiene un forte richiamo al verbo fare”.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInEmail this to someone

© [UNICO] people&style 2014


Lasciaci un commento