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Cagnotto, “un tuffo al cuore”

PADRI E FIGLI, UN RAPPORTO FATTO DI GIOIE E CONTRASTI, CHE NEL CASO DEI CAGNOTTO È ANCHE UN FATTO SPORTIVO. NELLA PAROLE DI GIORGIO, IL RICORDO DEGLI INIZI CUNEESI E TUTTO L’AMORE PER TANIA

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Articolo pubblicato il 23 gennaio 2017

Padre e figlia, allenatore e atleta. Per oltre 16 anni sono stati una “coppia”, o una cosa sola, o “a muso duro” uno di fronte all’altra. Ma sempre uniti su quel bordo vasca, con le lacrime agli occhi per una medaglia olimpica persa per pochi centesimi di punto, o stretti in un abbraccio da pelle d’oca per la stessa medaglia conquistata all’ultimo tuffo dell’ultima competizione a cinque cerchi di una carriera.

Giorgio Cagnotto e Tania Cagnotto. Un rapporto speciale, rassicurante, ma complicato, “favorevole”, macagnotto2 sempre un po’ anomalo. Per entrambi gli ultimi mesi sono stati molto intensi: il Bronzo di Tania dal trampolino 3 metri alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, la scelta di chiudere la carriera sportiva e quindi interrompere il rapporto allenatore-atleta, il matrimonio celebrato all’Isola d’Elba e l’inizio di una nuova vita per la giovane sportiva classe 1985. Ce li racconta Giorgio Cagnotto.

Un pieno di emozioni. Ma sia sincero: è stata più forte quella provata durante quell’ultimo tuffo a Rio o quella provata accompagnando sua figlia all’altare?
“Sono state due emozioni diverse, ma quella di Rio è stata certamente la più forte e la più complessa. In una gara ci sono gli avversari, le incognite, il batticuore: come allenatore ti senti impotente, c’è sempre un lato oscuro in quell’emozione. Durante il matrimonio ho provato felicità allo stato puro, ma in quella situazione tutto era pianificato, non esistevano variabili incontrollabili”.

cagnotto4Padre e figlia, allenatore e atleta: quale è stato l’aspetto più difficile da gestire per lei in questo doppio rapporto con Tania?
“Non fare figli e figliastri e mantenere sempre il giusto equilibrio tra tutti i miei atleti. Era importante non concedere a lei qualcosa in più rispetto agli altri e forse questo, a volte, mi ha portato a essere ancora più ‘bacchettone’ nei suoi confronti”.

E quello più facile?
“Per Tania è stato molto importante, soprattutto quando eravamo fuori per le gare, sapere di avere a fianco una persona di fiducia. L’ha agevolata avermi vicino, nonostante i comprensibili battibecchi. Io, invece, ho sempre vissuto quei momenti con tensione, finché non la vedevo salire sul trampolino. Lì tutto veniva ammortizzato, conoscevo il suo valore, mi fidavo di lei”.

Dalla delusione per la medaglia olimpica mancata a Londra, alla grande gioia per il bronzo di Rio. Due abbracci uguali nella forma, ma profondamente diversi nella sostanza.
“Nell’abbraccio di Londra non ci siamo detti nulla, in realtà non c’era nulla da dire. Questo è lo sport, il risultato era ‘all’altezza’ del podio, ma la sfortuna ci ha spinti al quarto posto. A Rio, invece, Tania è arrivata con lo spirito giusto, ha affrontato la gara con grande consapevolezza: la medaglia era alla portata e lei l’ha conquistata con il record personale di punti. In quell’abbraccio c’era molto di più della gioia per il metallo al collo”.

Ma Giorgio non è stato solo un padre-allenatore per Tania, è stato innanzitutto un esempio. In termini di risultati, ma anche di passione e impegno.
Nato a Torino nel 1947, a otto anni inizia la sua carriera con il gruppo sportivo Lancia diretto dallo zio Linocagnotto6 Quattrin: dal trampolino 3 metri e dalla piattaforma 10 metri colleziona titoli italiani ed europei, a cui si aggiungono il Bronzo ai Mondiali del 1978 e quattro metalli olimpici, due a Monaco 1972, uno a Montreal 1976 e uno a Mosca 1980.
Sono gli anni in cui, a Savigliano, Guido Cuteri accetta di assumere la gestione della piscina appena costruita dal Comune (1972), la prima, in provincia, coperta e dotata di trampolini.
“Cuteri – racconta il CT della Nazionale Italiana Tuffi – è stato un pilastro per il territorio cuneese che io conosco bene per le origini fossanesi della famiglia di mio papà: ho visto quell’impianto nascere e il direttore è riuscito a portarvi nomi di un certo peso nell’ambito dei tuffi e del nuoto, oltre a organizzare trofei prestigiosi come il Lavazza Carioca”.


cagnotto3Giorgio Cagnotto è nato a Torino nel 1947. Ha iniziato la propria carriera di tuffatore a otto anni con il gruppo sportivo Lancia diretto dallo zio Lino Quattrin. L’atleta, che vanta origini fossanesi da parte di padre, ha frequentato la piscina di Savigliano, costruita dal Comune nel 1972: la prima, in provincia, coperta e dotata di trampolini.
Giorgio Cagnotto nel 1991 è stato inserito nella “International Swimming Hall of Fame”, la “hall of fame” mondiale degli sport acquatici. È uno tra i pochi italiani ad esserci riuscito per meriti sportivi.



C’è un ricordo legato all’impianto saviglianese che custodisce?

“È più che altro un aneddoto. Dovevo partecipare ai campionati italiani organizzati a Savigliano: il giorno della garacagnotto7 un signore di Scarnafigi mi propone un giro sul suo Piper. Acrobazie in aria, divertimento assicurato, non ho saputo resistere. Una volta sceso e preso in mano l’orologio, però, mi sono accorto di quanto fosse tardi. La gara era ormai iniziata, senza di me. Oggi sorrido, ma mai avrei permesso a Tania una cosa del genere!”.

Guardando sua figlia in questi anni di agonismo ad altissimi livelli, che cosa crede di averle trasmesso più di tutto?
“La capacità di rimanere con i piedi per terra, nei momenti di difficoltà così come di fronte ai grandi risultati. La nostra disciplina può costringere dal sorriso al pianto in tre secondi netti: non puoi mai essere sbruffone, ci vuole tanta umiltà. E poi l’amore per il gesto atletico che deve essere portato alla perfezione: questo è l’unico obiettivo. Tania non si è mai fatta distrarre da tutto quello che “gira” intorno a un’atleta capace di rimanere sulla breccia per oltre 16 anni”.

Cosa c’è nel futuro di questa coppia?
“Al momento mi mancano gli stimoli per un impegno quotidiano a bordo vasca, ma d’accordo con la Federazione Nuoto credo che manterrò la direzione tecnica della squadra. Tania si è sposata e sogna di diventare mamma: le ho chiesto, però, (e sorride) di farmi respirare un attimo, vorrei godermi un po’ la vita insieme a mia moglie (ndr – cagnotto8Carmen Casteiner, anche lei pluricampionessa di tuffi), poi sarò pronto ad aiutarla anche in questa nuova avventura”.

Padre e figlia, allenatore e atleta, un giorno, chissà, nonno e mamma. Ma sempre Giorgio e Tania, un trampolino e tante emozioni difficili da raccontare, ma bellissime da condividere.

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